Nei miei primi viaggi la macchina fotografica mi accompagnava sempre. La fotografia è una passione antica, nata in adolescenza e portata avanti negli anni a fasi alterne. Una passione che modella il viaggio stesso, che ti costringe a leggere ciò che ti circonda attraverso un’ottica e in un’ottica fotografica. A meno che non vogliano realizzare semplici immagini. Una foto è qualcosa di più di una immagine, è un racconto, la sintesi di una storia.
Ho scelto il bianco e nero, perché costringe a uno sguardo più riflessivo, più attento, più lento. Perché deve essere tradotto. Vediamo a colori e l’immagine in bianco e nero è una traduzione di ciò che il fotografo ha visto e imprigionato in una scheggia di tempo e di spazio. Il colore distrae, attira in modo evidente lo sguardo sottraendogli una parte di attenzione e allontanandolo così dal contenuto. Il troppo “realismo” della foto a colori toglie spazio all’immaginazione. Al contrario, il bianco e nero sottraendo un dato visivo, spinge l’osservatore sul terreno dell’evocazione.