Lino! Achille! Dove siete? Dove avete piantato la tenda? La voce forte, angosciata di Walter sembra perdersi nel sibilare del vento. A quella quota l’aria è sottile, fatica a riempire i polmoni, ma lui continua a gridare. Sono ore che urla. La tenda doveva essere qui. Mahdi trema per il freddo, è sfinito, grida come un ossesso per la paura. Quasi venti chili di bombole sono un peso enorme a oltre 7000 metri. Sono per i due alpinisti, che domani devono tentare la cima del K2, ma dove sono?
Walter le montagne le conosce, ma mai come ora sente improvvisamente la forza dell’Himalaya che lo circonda. Sa di essere nella zona della morte, ha paura. È abituato a convivere con la paura, ma questa è diversa. Non capisce se lo spaventa o lo affascina.
Continua a chiamare, il gelo si fa più intenso, pungente: Lino! Achille! Dove siete? Rispondete!
Le parole gli escono di bocca convulse. È buio e Il freddo diventa feroce, crudele. Una voce, finalmente. Sulla dorsale rocciosa, poco più in alto si accende una luce. Lino! Achille! Siamo qui! Perché soltanto ora vi fate vivi?
Una voce arriva sbriciolata dal vento. No, non può avere detto così. Forse ho capito male. O forse è la quota. Walter lo sa che uno degli effetti dell’aria rarefatta è un certo stordimento. Anche io li ho insultati quando non rispondevano. Non può aver detto: Non vorrai che stiamo fuori tutta la notte a gelare per te!
Avete l’ossigeno? Ritorna la voce.
Sì!
Bene, lasciatelo lì e scendete subito!
Non possiamo, Mahdi non ce la fa!
Mahdi comincia a dare segni di squilibrio, tenta di incamminarsi verso la luce, ma è distrutto dalla fatica. Non si regge in piedi.
Walter non riesce a crederci. Li hanno abbandonati. La paura piano piano si trasforma in
a una specie di estasi, di rapimento, che lo porta lontano dal reale, da tutto ciò che è fisico. Uno stato di coscienza che non aveva mai provato prima.
Bisogna mangiare qualcosa, ma non hanno niente. Fruga in tasca, ha tre caramelle. Provano a succhiarle, ma devono sputarle subito. Non hanno più un filo di saliva in bocca. Devono bivaccare all’aperto, nel mezzo di quel canalone di ghiaccio a 7400 metri.
Di fronte c’è la vetta dello Skyang-Kangri, a destra la mole del Broad Peak, e più lontano le cime dei Gasherbrum, ma non si può apprezzare tale bellezza quando sei a un passo dalla morte.
Perché non ci aiutano? Perché non ci fanno entrare nella tenda?
Gli dèi della montagna non sembrano avere pietà, una bufera di neve copre i loro corpi stremati. Walter scava a fatica una buca nella neve. Ha le braccia e le gambe a pezzi, ma sa che quello è l’unico modo per sopravvivere. Le dita di Mahdi si fanno nere. Trema, non ce la fa più. Si stringono nella buca. Passerà, pensa Walter. Ha 24 anni, non vuole morire.
Appena il sole si affaccia sulla parete, il vento cessa. Sono vivi. Mahdi soffre di allucinazioni, vuole scendere a tutti i costi. Aspetta che sia più caldo. Niente, si incammina barcollando verso valle. Prima di iniziare anche lui a scendere, Walter riporta in superficie le bombole. Serviranno a Lino e Achille per conquistare la vetta.